Capitolo 21 — L'autore e l'origine del libro

Un'opera recente arricchisce considerevolmente la nostra conoscenza della famiglia Al-Naqua e del contesto in cui visse: Le Manuscrit Sacré di Didier Nebot, medico stomatologo e storico, pubblicata dalle Éditions Erick Bonnier nel 2026.

Uno storico impegnato nella memoria sefardita

Didier Nebot è presidente onorario dell'associazione MORIAL (Memoria e tradizioni degli ebrei d'Algeria), ex vicepresidente dell'INSSEF (Istituto Europeo del Mondo Sefardita) e membro della Commissione «Memorie e Verità» istituita dal Presidente Macron sotto la direzione di Benjamin Stora. Medico stomatologo di formazione, si è affermato nel corso dei decenni come uno dei più importanti storici dell'ebraismo sefardita in Francia. Le sue opere precedenti — Le Chemin de l'exil (Premio Émile Roux dell'Accademia Nazionale di Medicina, 1992), La Kahena (1998), Les Bûchers d'Isabelle la Catholique (Erick Bonnier, 2018) e Le Codex de Qumran (Erick Bonnier, 2024) — testimoniano una capacità non comune di coniugare rigore storico e respiro narrativo, rendendo accessibili al grande pubblico episodi spesso sconosciuti della storia ebraica.

L'incontro provvidenziale con Fred Enkaoua

Il libro è nato da un incontro provvidenziale con Éphraïm Alfred Enkaoua, detto Fred, discendente diretto del Rab di Tlemcen e portatore del suo nome, che gli affidò copie del manoscritto del suo antenato del XV secolo — lo Chaar Kavod Hashem (La Porta della Gloria di Dio). Questa trasmissione personale, da discendente a storico, conferisce al libro una profondità emotiva unica: non è soltanto un'opera di storia, è il racconto di una memoria familiare di sei secoli che riemerge. Fred Enkaoua incarna la catena ininterrotta della trasmissione: la sua testimonianza collega direttamente il XV secolo al XXI secolo.

Il contesto editoriale e la reazione dell'editore

La pubblicazione de Le Manuscrit Sacré da parte delle Éditions Erick Bonnier si inserisce in un movimento più ampio di riscoperta del patrimonio intellettuale sefardita. Lo stesso editore, non ebreo, rimase profondamente colpito dalla portata dell'opera di Ephraïm Al-Naqua che scopriva attraverso il manoscritto. La sua reazione spontanea riassume l'importanza di questa scoperta per la storia del pensiero filosofico e teologico. Questo fatto editoriale illustra la portata universale dello Chaar Kavod Hashem: un patrimonio intellettuale che trascende i confini comunitari e appartiene alla storia del pensiero umano nel suo insieme.

L'approccio narrativo: dare corpo alle figure storiche

Ciò che distingue Le Manuscrit Sacré dai lavori accademici sul lignaggio Encaoua è il suo approccio narrativo. Nebot non si limita a citare fonti e datare eventi: ricostruisce le atmosfere, i drammi umani, le decisioni strazianti che Israël ed Ephraïm Al-Naqua si trovarono ad affrontare. Questo lavoro letterario, nutrito da una documentazione storica rigorosa, permette al lettore di comprendere che queste figure non sono soltanto nomi in alberi genealogici o firmatari di responsa: sono esseri umani che hanno sofferto, sperato, creato, trasmesso — e la cui luce, nelle parole di Nebot, «dormì nell'ombra dei secoli» prima di tornare, di mano in mano, di cuore in cuore.

Il Grande Libro degli Encaoua →