Gli Encaoua sono noti per il loro contributo alla musica liturgica delle comunità ebraiche del Maghreb.
La musica delle sinagoghe di Oran e Tlemcen, fortemente influenzata dalla tradizione musicale andalusa (il malouf e lo chaabi), costituisce un patrimonio di straordinaria ricchezza. Diversi piyutim composti da membri della famiglia vengono ancora cantati oggi in comunità stabilitesi in Francia, Israele, Canada e Stati Uniti.
Il piyut più celebre attribuito al Rab Éphraïm Al-Naqua è un poema liturgico per Rosh Hashaná, costruito secondo un acrostico alfabetico. La sua melodia, di ispirazione arabo-andalusa, è considerata una delle più belle del repertorio liturgico nordafricano. Questo piyut è ancora cantato in alcune sinagoghe di tradizione oranesa e tlemcenense, perpetuando così la voce del fondatore del casato attraverso i secoli.
Le comunità ebraiche di Oran e Tlemcen svilupparono uno stile musicale liturgico distintivo, che mescolava le tradizioni ebraiche medievali con i modi (maqam) della musica arabo-andalusa. Il malouf (musica classica arabo-andalusa) e lo chaabi (musica popolare) influenzarono profondamente la cantilazione sinagogale. Cantori (hazzanim) della famiglia Encaoua erano rinomati per la loro padronanza di questo repertorio complesso. Questo patrimonio immateriale, minacciato dalla dispersione delle comunità dopo il 1962, è oggi oggetto di sforzi di conservazione da parte di associazioni culturali in Francia e in Israele.
MMJMM documenta due corpus liturgici principali: il Maḥzor di Oran in cinque volumi (seguito dall'esodo comunitario verso Livorno nel 1669) e quello di Tetuán, che comprende 231 piyutim dei Megorashim.