Nel Maghreb, gli Encaoua occuparono per diversi secoli una posizione di primo piano nella gerarchia rabbinica.
Diversi membri della famiglia furono grandi rabbini o dayanim a Tlemcen, Oran, Fès, Rabat e Salé. Rav Mardochée Encaoua (secolo XVII) rappresenta un anello importante nella catena di trasmissione. Il casato dei dayanim Encaoua a Salé, documentato nel capitolo 15, illustra la continuità eccezionale di questa tradizione giudiziaria nel corso di più di due secoli.
Gli Encaoua irradiarono da diversi centri urbani principali del Maghreb. A Tlemcen, culla del casato sin dall'arrivo del Rab Éphraïm nel 1391, la famiglia fornì rabbini e dayanim senza interruzione per cinque secoli. A Salé, la dinastia giudiziaria degli Encaoua (da Moshé Ankawa nel 1758 a Raphaël Encaoua nel 1935) costituisce un caso eccezionale di continuità familiare nell'esercizio del rabbinato. A Oran, gli Encaoua svolsero un ruolo centrale nella comunità ebraica, specialmente sotto la colonizzazione francese. A Fès, rami della famiglia contribuirono alla fioritura cabalistica dei secoli XVI e XVII.
Uno dei marcatori del prestigio rabbinico degli Encaoua è l'abbondanza della loro corrispondenza halakhica. I dayanim Encaoua scambiavano responsa con i più grandi decisori della loro epoca: il Rashbash di Algeri, il Rivash, e più tardi i rabbini di Livorno, di Tunisi e di Gerusalemme. Questa corrispondenza, parzialmente pubblicata nel XIX secolo dall'editore Benamozegh di Livorno, costituisce una fonte preziosa per comprendere la vita giuridica e sociale delle comunità ebraiche del Maghreb.
Il progetto MMJMM traccia le biografie e i casati delle grandi figure rabbiniche maghrebine, permettendo di collocare gli Encaoua nella rete più ampia dell'autorità religiosa sefardita.